Statuto - laspecoladibologna

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Statuto

Statuto e Organi

STATUTO ASSOCIAZIONE
TITOLO I
Denominazione - sede
ART. 1

Nello spirito della Costituzione della Repubblica Italiana e ai sensi degli artt. 36 e segg. del Codice civile, viene fondata una Associazione culturale non riconosciuta, che assume la denominazione " LA SPÉCOLA ", la quale prende nome dalla torre di osservazione astronomica voluta in Palazzo Poggi da Luigi Ferdinando Marsili, commissionata nel 1712 all’architetto Giuseppe Antonio Torri, ultimata poi da Carlo Francesco Dotti. Se l’antica Spècola, dal cuore stesso della città, si dedicava all’osservazione degli astri, la nuova intende invece osservare la storia contemporanea di Bologna e i suoi protagonisti per cogliervi i punti di vista che, in un’ottica diagonale e dialogica, possano accordare e unire diverse anime della città, allo scopo di ricreare, attraverso la memoria e l’attualizzazione critica del ricordo, una "società decente", decorosa, libera, che non mortifichi i cittadini attraverso l’ostentazione della dimenticanza della propria storia.
  L’associazione ha la sede legale in Bologna (BO), Via Centotrecento, n. 4, presso la Fondazione Collegio Artistico Venturoli ,  e la sua durata è illimitata.
La sede legale può essere trasferita in altro luogo della città di Bologna solo con una delibera dell'assemblea straordinaria dei soci; il Consiglio Direttivo, può deliberare il trasferimento della sede all'interno dei confini provinciali della provincia ospitante la sede, senza che ciò comporti la modifica dello statuto; i soci devono essere tempestivamente informati del trasferimento della sede.

TITOLO II
Scopo – Finalità
ART. 2

L’associazione ha lo scopo di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati come pure di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati, ispirandosi a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati.
L'Associazione è un ente non commerciale e senza scopo di lucro. L’Associazione è apolitica e ha per scopo il recupero, la valorizzazione e la diffusione dei caratteri originari della cittadinanza bolognese, considerata nel suo "volto" insieme locale e internazionale e riproposta sia sotto il profilo culturale, sia sotto quello, ad esso congiunto perché da esso inseparabile, del suo patrimonio artistico e urbanistico-architettonico, con particolare  attenzione alla riscoperta dei personaggi che, in tutti i campi della loro operosità (professionale, scientifica e accademica, artistica, istituzionale, religiosa e politica),  l'hanno resa celebre, in un arco temporale che privilegia, pur senza esaurirvisi, il periodo compreso fra la stagione napoleonica e il secondo dopoguerra (dal 1790 al 2000), al fine di attualizzare il pensiero e le azioni di quella vera e propria "schieratura delle cime", nella persuasione che "ricordare innovando" il passato e "trasmettere organizzando" occasioni d’incontro e dibattito siano le due principali strade per rendere la memoria civica e i suoi protagonisti una componente essenziale della nostra attuale esperienza vivente. La Spècola si propone dunque di promuovere iniziative, incontri, dibattiti, conferenze, giornate di studio, occasioni artistiche (ad esempio pittoriche, musicali, teatrali e cinematografiche), nonché selezioni per l’assegnazione di borse di studio, per fare conoscere i caratteri, le tendenze, i problemi, le prospettive della cittadinanza bolognese, sottratta per questa via alla vaghezza di una generica sensibilità e ricondotta consapevolmente a radicarsi negli uomini, nelle donne, nelle idee, nelle opere, nelle prospettive e nei luoghi che ne definirono l’eccellenza riconosciutale dall’intero mondo civile. Il recupero memoriale e attualizzante dei comportamenti e della vita paradigmatica dei bolognesi più illustri, come pure dei frutti operosi della loro dedizione quotidiana al bene di Bologna, dovrebbe perciò contribuire alla riscoperta e al rafforzamento della sensibilità civica dei bolognesi, per così addivenire a una progressiva rinascita dello spirito più autentico ed eticamente alto della "cittadinanza". L'Associazione, oltre a perseguire gli obiettivi sopra indicati, potrà intraprendere e svolgere qualsiasi altra attività che risulti essere direttamente o indirettamente necessaria, utile o/e favorevole al perseguimento degli scopi sociali. Per il raggiungimento delle proprie finalità l’Associazione potrà collaborare con enti e autorità legalmente riconosciute dallo Stato italiano e avviare iniziative congiunte di comune interesse.

TITOLO III
Soci
ART. 3

Il numero dei soci e’ illimitato.
Possono far parte dell’associazione tutti i cittadini italiani o stranieri, residenti o non residenti nel territorio dello Stato, che diano pieno affidamento per l’attuazione dei programmi statutari e che condividano le ispirazioni di fondo che animano l’associazione. Possono, inoltre, aderire all’associazione le persone giuridiche, le associazioni pubbliche e private, le fondazioni e qualsiasi altro ente.
I soci si dividono in:
soci Fondatori: si considerano tali i soci che hanno partecipato all’assemblea costituente, deliberando la costituzione dell’associazione;
soci Ordinari: si considerano tali tutti i soci che aderiranno successivamente all’associazione, previa presentazione di apposita domanda scritta, secondo modalità e termini contenuti nel presente statuto;
soci Onorari o Benemeriti: si considerano tali coloro che vengono insigniti di tale qualifica per volontà del Consiglio Direttivo, a fronte del costante impegno profuso all’interno dell’associazione o per la notorietà e la positiva immagine che con la loro presenza possono recare all’associazione;
soci Sovventori: si considerano tali coloro che liberamente sostengono con adeguati contributi l’associazione, per il raggiungimento delle sue finalità e per l’attivazione delle sue iniziative.

ART. 4

Chi intende essere ammesso come socio deve essere presentato da almeno 3 soci e deve farne richiesta, sottoscrivendo una apposita domanda, al Consiglio Direttivo, impegnandosi ad attenersi al presente statuto e ad osservare gli eventuali regolamenti e le delibere adottate dagli organi dell'Associazione. All'atto della richiesta, con contemporaneo versamento della quota associativa, viene effettuata l’iscrizione nel libro soci, ed il richiedente acquisisce ad ogni effetto la qualifica di socio a partire da tale momento.

ART. 5

La qualifica di socio da’ diritto:
- a partecipare a tutte le attività promosse dall’Associazione;
- a partecipare alla vita associativa, esprimendo il proprio voto in tutte le sedi deputate, in particolare in merito all'approvazione e modifica delle norme dello Statuto ed eventuali regolamenti e alla nomina degli organi direttivi dell’Associazione;
- a godere dell’elettorato attivo e passivo; nel caso di persone giuridiche o Enti il diritto di accedere alle cariche associative è riconosciuto in capo ai loro legali rappresentanti o mandatari.

ART. 6

I soci sono tenuti:
- all’osservanza dello Statuto, degli eventuali regolamenti e delle deliberazioni legittimamente assunte dagli organi associativi;
- al versamento del contributo associativo annuale stabilito in funzione dei programmi di attività. Tale quota deve essere determinata annualmente per l’anno successivo con delibera del Consiglio Direttivo e in ogni caso non può mai essere restituita. Le quote o i contributi associativi sono intrasmissibili e non rivalutabili.

Perdita della qualifica di socio
ART. 7

La qualifica di socio si perde per recesso, esclusione, per mancato versamento della quota associativa annuale o per causa di morte o di estinzione della persona giuridica o Ente.

ART. 8

Le dimissioni da socio debbono essere presentate per iscritto al Consiglio Direttivo e hanno effetto a partire dalla annotazione sul libro soci.
L’esclusione deve essere deliberata dal Consiglio Direttivo nei confronti del socio:
a) che non ottemperi alle disposizioni del presente statuto, degli eventuali regolamenti e delle deliberazioni adottate dagli organi dell’Associazione;
b) che svolga o tenti di svolgere attività contrarie agli interessi dell’Associazione;
c) che, in qualunque modo, arrechi o possa arrecare gravi danni, anche morali, all’Associazione.
Successivamente il provvedimento del Consiglio Direttivo deve essere ratificato dalla prima assemblea ordinaria che sarà convocata. Nel corso di tale assemblea, alla quale deve essere convocato il socio interessato, si procede in contraddittorio con l'interessato ad una disamina degli addebiti.
L’esclusione diventa operante con la annotazione nel libro soci.
Il mancato pagamento della quota associativa annuale entro tre mesi decorrenti dall’inizio dell’esercizio sociale comporta l’automatica decadenza del socio senza necessità di alcuna formalità.

ART. 9

Le deliberazioni prese in materia di esclusione devono essere comunicate ai soci destinatari mediante posta ordinaria, fax, posta elettronica o qualsiasi altro mezzo equipollente che assicuri la ricezione della comunicazione.
I soci receduti, decaduti od esclusi non hanno diritto al rimborso del contributo associativo annuale versato.

TITOLO IV
Risorse economiche - Fondo Comune
ART. 10

L’associazione trae le risorse economiche per il suo funzionamento e per lo svolgimento delle sue attività da:
a) quote e contributi degli associati;
b) eredità, donazioni e legati;
c) contributi di Comunità Europea, Stato, regioni, enti locali, istituzioni o enti pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
d) erogazioni liberali degli associati e dei terzi;
e) altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazione.
Il fondo comune, costituito – a titolo esemplificativo e non esaustivo – da avanzi di gestione, fondi, riserve e tutti i beni acquisiti a qualsiasi titolo dall’Associazione, non è mai ripartibile fra i soci durante la vita dell'associazione né all'atto del suo scioglimento.
E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto o differito, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
L’Associazione ha l’obbligo di reinvestire l’eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali statutariamente previste.

Esercizio Sociale
ART. 11

L’esercizio sociale va dal 01/01 al 31/12 di ogni anno.
Il Consiglio Direttivo deve predisporre il rendiconto economico-finanziario da presentare all’Assemblea degli associati.
Il rendiconto economico finanziario deve essere approvato dall’Assemblea degli associati entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale.

TITOLO V
Organi dell’Associazione
ART. 12

Sono organi dell’Associazione:
a) l’Assemblea degli associati;
b) il Consiglio Direttivo;
b.1) il Presidente;
b.2) il Vice presidente
b.3) il Tesoriere
b.4) il Segretario
b.5) il Responsabile culturale
b. 6) i Consiglieri
c) Il Comitato Scientifico
d) Il Collegio dei Probiviri.

Assemblee
ART. 13

L’assemblea generale dei soci è il massimo organo deliberativo dell’Associazione ed è convocata in sessioni ordinarie e straordinarie.
Essa è l’organo sovrano dell’Associazione e all’attuazione delle decisioni da essa assunte provvede il Consiglio Direttivo.

ART. 14

L’Assemblea ordinaria delibera su tutti gli oggetti attinenti alla gestione dell’Associazione riservati alla sua competenza dal presente statuto e su qualsiasi proposta venga presentata alla sua attenzione che non sia però di pertinenza dell’Assemblea straordinaria.
In particolare sono compiti dell’Assemblea ordinaria:
a) elezione del Consiglio direttivo;
b) nomina del Comitato scientifico su proposta del Presidente;
c) approvazione del rendiconto economico-finanziario;
d) approvazione delle linee generali dei programmi culturali da svolgere;
e) approvazione di eventuali Regolamenti;
f) deliberazione in merito all’esclusione dei soci.
g) elezione del Collegio dei Probiviri

ART. 15

L’assemblea, di norma, e’ considerata straordinaria quando si riunisce per deliberare sulle modificazioni dello Statuto e sullo scioglimento dell’Associazione nominando i liquidatori.

ART. 16

La convocazione dell’Assemblea viene effettuata dal Presidente del Consiglio Direttivo e comunicata a mezzo posta ordinaria, fax, posta elettronica o qualsiasi altro mezzo equipollente che assicuri la ricezione della comunicazione  posta elettronica  indirizzata a ciascun associato almeno sette giorni prima della data dell’assemblea, contenente l'ordine del giorno, il luogo (nella sede o altrove), la data e l'orario della prima e della eventuale seconda convocazione che dovrà avvenire a distanza di almeno un giorno dalla prima convocazione.
Essa ha luogo almeno una volta all’anno entro i quattro mesi successivi alla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del rendiconto economico - finanziario.
L’assemblea si riunisce, inoltre, quante volte il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario o ne sia fatta richiesta per iscritto, con indicazione delle materie da trattare.
In questi ultimi casi la convocazione deve avere luogo entro venti giorni dalla data della richiesta. In prima convocazione l’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, e’ regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati almeno la metà più uno degli associati con diritto di voto.
In seconda convocazione, l’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, e’ regolarmente costituita qualunque sia il numero degli associati con diritto di voto intervenuti o rappresentati.
Nelle assemblee hanno diritto al voto tutti gli associati che siano in regola con il versamento della quota associativa.
Le modalità di votazione seguono il principio del voto singolo: una testa, un voto.
Ogni socio può rappresentare in assemblea, per mezzo di delega scritta, non più di un associato.
L’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, delibera a maggioranza assoluta dei soci presenti o rappresentati mediante delega sia in prima che in seconda convocazione, salvo che sullo scioglimento dell’Associazione, per il quale occorre il voto favorevole dei tre quarti degli associati.

ART. 17

L’assemblea e’ presieduta dal Presidente dell’Associazione ed in sua assenza dal Vice Presidente o dalla persona designata dall’assemblea stessa.
La nomina del segretario e’ fatta dal Presidente dell’assemblea.
Le deliberazioni dell’Assemblea devono constare dal verbale, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Consiglio Direttivo
ART. 18

Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea dei soci ed e’ formato da un numero dispari compreso fra un minimo di 3 ad un massimo di 9 membri eletti fra gli associati; il numero dei membri è determinato dall’Assemblea.
I componenti del Consiglio restano in carica 3 anni, sono rieleggibili e non hanno diritto a compenso alcuno.
Il Consiglio elegge al proprio interno il Presidente ed il Vice Presidente .
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno un terzo dei membri.
La convocazione è fatta a mezzo posta ordinaria, fax, posta elettronica o qualsiasi altro mezzo equipollente che assicuri la ricezione della comunicazione da spedirsi non meno di otto giorni prima della adunanza.
Le sedute sono valide quando vi intervenga la maggioranza dei componenti e le deliberazioni sono adottate con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti votanti.
I verbali di ogni adunanza del Comitato Direttivo, redatti a cura del Segretario e sottoscritti dallo stesso e da chi ha presieduto l'adunanza, vengono conservati agli atti.
Il Consiglio Direttivo e’ investito dei più ampi poteri per la gestione dell’Associazione. Spetta, pertanto, fra l’altro a titolo esemplificativo, al Consiglio:
a) curare l’esecuzione delle deliberazioni assembleari;
b) redigere il rendiconto economico - finanziario;
c) predisporre gli eventuali regolamenti interni;
d) stipulare gli atti e contratti inerenti all’attività sociale;
e) deliberare circa il recesso e l'esclusione degli associati;
f) nominare i responsabili delle commissioni di lavoro e dei settori di attività in cui si articola la vita dell’Associazione;
g) compiere tutti gli atti e le operazioni per la corretta amministrazione dell’Associazione che non siano spettanti all’Assemblea dei soci, ivi compresa la determinazione della quota associativa annuale;
h) vigilare sul buon funzionamento di tutte le attività sociali e coordinamento delle stesse.

ART. 19

In caso di mancanza di uno o più componenti come pure in caso di decadenza dalla carica dovuta ad assenze ingiustificate per almeno 3 volte consecutive, il Consiglio provvede a sostituirli nominando i primi fra i non eletti in sede di assemblea per il rinnovo delle cariche sociali che rimangono in carica fino allo scadere dell'intero Consiglio, previa ratifica da parte dell’Assemblea dei soci immediatamente successiva.
Nell’impossibilità di attuare tale modalità, il Consiglio non procede ad alcuna sostituzione fino alla successiva Assemblea cui spetta eleggere i sostituti per il reintegro dell’organo fino alla sua naturale scadenza.
Se viene meno la maggioranza dei membri, quelli rimasti in carica debbono convocare entro 20 giorni l’assemblea perché provveda alla elezione di un nuovo Consiglio.

Presidente
ART. 20

Il Presidente ha la rappresentanza e la firma legale dell’Associazione.
Il Presidente, eletto dal Consiglio Direttivo, ha il compito di presiedere lo stesso nonché l'Assemblea dei soci, stabilisce l’ordine del giorno delle riunioni del Consiglio direttivo, le presiede e coordina l’attività dell’Associazione con criteri di iniziativa per tutte le questioni non eccedenti l’ordinaria amministrazione.
Il Presidente cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo e in caso di urgenza ne assume i poteri chiedendo ratifica allo stesso dei provvedimenti adottati nella riunione immediatamente successiva.
In caso di assenza o di impedimento le sue mansioni vengono esercitate dal Vice Presidente.
In caso di dimissioni, spetta al Vice Presidente convocare entro 30 giorni il Consiglio Direttivo per l’elezione del nuovo Presidente.

Il Collegio dei Probiviri
ART. 21

Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri eletti dall'Assemblea dei Soci.
II  Collegio nomina tra i suoi membri il Presidente.
Esso ha il compito di decidere sul rispetto delle norme statutarie e di dirimere eventuali controversie tra i singoli Soci.
I Probiviri durano in carica tre anni e sono rieleggibili alla scadenza del mandato.

Il Comitato scientifico e il Responsabile culturale
ART. 22

Il Comitato scientifico è nominato dall’Assemblea su proposta del Presidente dell’Associazione, il quale è tenuto ad individuarne i componenti, in numero dispari tra 7 e 15 membri, da sottoporre all’approvazione assembleare, individuandoli tra personalità che si siano particolarmente distinte in ambito professionale, sociale, culturale, scientifico, artistico. Il Comitato Scientifico, che è presieduto dal Responsabile culturale (che individua le linee di operosità culturale dell’Associazione, da attuare con la fattiva collaborazione del suddetto Comitato Scientifico), sovraintende all’attività di promozione culturale dell’Associazione, facendo proposte e esprimendo pareri su:
le tematiche e le iniziative culturali da promuovere e organizzare;
la promozione di giornate di studio, seminari, convegni;
la promozione di pubblicazioni da realizzare in nome della Associazione;
l’indizione di selezioni per l’assegnazione di borse di studio.
Alle riunioni del Comitato scientifico possono partecipare, ma senza diritto di voto, gli altri componenti del Consiglio Direttivo.
Il Responsabile Culturale propone e coordina le iniziative culturali, da promuoversi in attuazione degli scopi dell’Associazione, e le sottopone al Comitato Scientifico ai fini dell’espressione di un parere, prima del’approvazione da parte del Consiglio direttivo.

Pubblicità e trasparenza degli atti sociali
ART. 23

Oltre alla regolare tenuta dei libri sociali (Assemblea, Consiglio Direttivo, Soci), deve essere assicurata una sostanziale pubblicità e trasparenza degli atti relativi all’attività dell’Associazione, con particolare riferimento ai Bilanci o Rendiconti annuali.
Tali documenti sociali, conservati presso la sede sociale, devono essere messi a disposizione dei soci per la consultazione; chi desidera avere copia dei documenti dovrà farsi carico delle relative spese.

TITOLO VI
Scioglimento
ART. 24

Lo scioglimento dell'Associazione deve essere deliberato dall’Assemblea straordinaria con il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati aventi diritto di voto. In caso di scioglimento dell’Associazione sarà nominato un liquidatore, scelto anche fra i non soci, che curi la liquidazione di tutti i beni mobili ed immobili ed estingua le obbligazioni in essere.
L’assemblea, all’atto di scioglimento dell’Associazione, delibererà, sentito l’organismo di controllo preposto di cui al Decreto del Presidente del Consiglio del 26/09/2000 e al DPCM n. 329 del 21/03/2001, in merito alla destinazione dell’eventuale residuo attivo dell’Associazione.
Tutti i beni residui saranno devoluti ad altre Associazioni che perseguano finalità analoghe oppure a fini di pubblica utilità e comunque a fini di utilità sociale, fatta salva diversa destinazione imposta dalla legge.

ART.25
Clausola Compromissoria

Tutte le controversie insorgenti tra l’associazione ed i soci medesimi saranno devolute all’esclusiva competenza del Collegio dei Probiviri.
La parte che vorrà sottoporre la questione al Collegio dei Probiviri dovrà comunicarlo a questo e all’altra parte con lettera raccomandata, da inviarsi entro il termine perentorio di giorni venti dalla data dell’evento che ha dato origine alla controversia, ovvero dalla data in cui la parte che ritiene di aver subito il pregiudizio ne sia venuta a conoscenza.
Il Collegio dei Probiviri giudicherà e adotterà il lodo con la massima libertà di forma, dovendosi considerare tale attività quale un arbitrato irrituale.

Norma finale
ART.26

Per quanto non e’ espressamente contemplato dal presente statuto, valgono, in quanto applicabili, le norme del Codice Civile e le disposizioni di legge vigenti.


 
 
 
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